Visual

Storia del territorio

 

La pianta dell’edificio, caratterizzato da un solo vano. Sul pavimento in terra battuta e al centro del vano, poggiava un focolare in mattoni. L’intera copertura veniva realizzata mediante fascetti di canna di palude opportunamente essiccati e sistemati a scalare in modo da ottenere uno spessore consistente, in grado di impedire le infiltrazioni della pioggia e di costituire un efficace isolamento termico per il vano interno.

L’entrata è sempre rivolta al tramonto, per proteggerla dalla bora che soffia da N-E.

Qualche decennio fa erano frequentati dallo scrittore E. Hemingway, ospite del Barone Franchetti. Sono parte di quel paesaggio che l'autore descrive nel romanzo "Di là dal fiume tra gli alberi", 1948

 

"... un autunno di giornate splendide, di brevissime piogge che lasciano il cielo più terso e accendono di arcobaleno il collo e la testa dei germani reali e dei codoni che si alzano all'improvviso dai canneti verso spazi che sembrano eterni. I silenzi sono dolcissimi..."

 

 

LA STORIA DI SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO E IL TERRITORIO DI BONIFICA


Già lo scrittore romano Livio descrive la zona, in cui è nato l’insediamento di San Michele al Tagliamento, come ricca di specchi d’acqua alimentati dalle maree e campi coltivati poco distanti. Zone paludose, isolate, soggette ad inondazioni.Il grande lavoro di regolazione delle acque di bonifica delle aree paludose, di valorizzazione economica, agraria ed industriale che si è sviluppato tra fine Ottocento e la seconda metà del Novecento ha mutato in modo molto radicale il volto del territorio: numerose le vie di comunicazione, le testimonianze archeologiche ed architettoniche e i manufatti idraulici.
A sud del territorio del Comune è sorta negli anni ‘50 la località di Bibione e dagli scavi effettuati sono emerse cospicue tracce di antropizzazione del territorio sin da età romana. Quanto all’etimologia del nome alcuni lo vorrebbero far derivare da “Bibbio”, dal latino pipio, la gru che dorme sopra una zampa. Altri lo fanno derivare da bibio-onis, un moscerino delle paludi.
I ricchi mercanti romani della vicina Concordia venivano ad “oziare” e godere delle bellezze del mare fra le dune della fascia litoranea della X Regio (Bibione) e la villa marittima di età romana detta del “Motteron dei Frati”; che questa costruzione fosse esclusivamente ad uso “turistico” si può dedurre dal mancato ritrovamento di elementi di impianti di riscaldamento, intercapedini o tubazioni.
Numerosi ritrovamenti, nell’area di IV Bacino, di frammenti ceramici a pareti sottili non verniciate riconducibili a coppe e bicchieri indicano la probabile presenza di una fonte di acqua termale e permettono di formulare l’ipotesi dello sfruttamento di tali acque già in età romana, con il consueto rituale del getto della coppa nella fonte.

( * )
( * )
( * )
( * )
( * )
( * )
( * )
( * )